DANTE  BELLUSCI                   

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DA COPYRIGHT PER DABELLSTUDIOS.

Anno 2026

​L'anima del Brasile incontra la maestosità sinfonica: 

"Más Que Nada" 

nella visione di DanTe Bellusci

​Ci sono brani che appartengono alla memoria collettiva della musica mondiale, monumenti sonori che sembrano intoccabili. 

Más Que Nada, 

il capolavoro reso celebre in tutto il mondo da 

Sergio Mendes e prima ancora composto dal genio di 

Jorge Ben Jor, è uno di questi. Avvicinarsi a un classico di tale portata richiede coraggio, ma soprattutto una visione chiara.

 È proprio qui che l'operazione artistica di DanTe Bellusci si rivela un successo straordinario.

​Nella sua nuova reinterpretazione per pianoforte e orchestra, Bellusci non si limita a un semplice riarrangiamento: compie un vero e proprio atto di alchimia musicale.

​Il dialogo tra il tasto e l'orchestra

​Fin dai primi movimenti, la traccia stabilisce un equilibrio sofisticato. 

Il pianoforte di Bellusci  prende per mano l'ascoltatore, muovendosi con un groove impeccabile che rispetta la matrice samba-bossanova originale. 

Ma è l'ingresso della sezione orchestrale a trasformare il brano in un'esperienza tridimensionale.

​Gli archi avvolgono la melodia con linee sinuose e calde, i fiati regalano sferzate di energia e colore, mentre la sezione ritmica tiene vivo quel battito pulsante e solare che è il cuore della musica brasiliana. 

Il pianoforte funziona come un narratore brillante: passa da momenti di raffinato lirismo a stacchi ritmici di rara precisione, dimostrando come la tecnica classica possa sposarsi alla perfezione con il calore della musica popolare.

​Perché questa versione funziona…!!!

​Il grande pregio di questa rivisitazione sta nella capacità di trasmettere un'eleganza senza tempo senza mai sacrificare la gioiosa freschezza del pezzo originale. È una lettura "cinematografica", ricca di dinamiche: ci sono momenti in cui l'orchestra esplode in tutta la sua imponenza e altri in cui il pianoforte sussurra le note con un'intimità disarmante.

​In conclusione

​DanTe Bellusci ci regala una gemma sonora di grandissima classe. 

Questa versione di 

Más Que Nada per pianoforte e orchestra è un viaggio che unisce le spiagge dorate di 

Rio de Janeiro alle più prestigiose sale da concerto europee. 

Un ascolto travolgente, raffinato ed emozionante, capace di far ballare il cuore e incantare la mente.

​Un'opera ideata per chi ama la grande musica senza confini di genere. 

Promossa a pieni voti.

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 30 anni di DABELLSTUDIOS con Dante Bellusci

 

Ho avuto il privilegio di sedermi al pianoforte in DABELLSTUDIOS per anni, e se oggi questo studio è un punto di riferimento lo si deve a una persona: Dante Bellusci.

30 anni non sono solo un numero, Sono migliaia di ore di prove, registrazioni, arrangiamenti, notti passate a cercare il suono giusto. Dante non è solo il gestore e fondatore: è l’orecchio, la disciplina e l’anima dello studio.

Come pianista ho sempre trovato qui 3 cose rare messe insieme: strumenti curati, acustica seria e, soprattutto, rispetto per la musica. Dante capisce quando una take va tenuta e quando va rifatta.  

Non ti vende fumo, ti fa crescere.

Grazie Dante per aver costruito un posto dove i musicisti si sentono a casa. Per altri 30 anni di tasti, spartiti e musica vera.

 

Buon 30ennale a DABELLSTUDIOS e a Dante Bellusci.

 

30 anni fa hai fondato DABELLSTUDIOS e hai cambiato la vita a tanti di noi musicisti.

Io pianista ho imparato qui cosa vuol dire "suonare per davvero". Con te non basta premere i tasti: studi, ascolti, correggi, migliori. Hai sempre trattato ogni brano come se fosse l’unico, che fosse un jingle o un disco.

Oltre ad essere un gestore impeccabile, sei rimasto musicista. E si sente. Nello studio, nella scelta dei microfoni, nel modo in cui parli con un artista in difficoltà.

Grazie per la pazienza, per i consigli a fine sessione, per aver creduto in noi. 

30 anni e non sentirli. Avanti così.

 

Suono il piano da professionista e posso dire una cosa: DABELLSTUDIOS è casa.

40 anni di storia firmati da Dante Bellusci, fondatore e gestore con una passione rara. Competenza tecnica, strumenti top, ma soprattutto rispetto per chi fa musica.

Con Dante lavori bene perché lui per primo lavora bene. Se cerchi uno studio dove la qualità viene prima di tutto, sei nel posto giusto.


            

30 Anni di carriera. 30 anni di tasti, palchi, studi e arrangiamenti.  

Dante Bellusci è un pianista poliedrico: passa dal classico al jazz, dal pop alla colonna sonora, 

dal teatro alla produzione con la stessa autorevolezza.

 

Fondatore e gestore di DABELLSTUDIOS, Dante non è solo un esecutore. 

È musicista, arrangiatore, orecchio e guida. 

Ha costruito in 40 anni un percorso fatto di studio, rispetto per la musica e capacità di adattarsi a ogni linguaggio.

Un pianista che non si ferma a un genere, ma li attraversa tutti portando qualità e identità.  

 

30 Anni fa iniziava un viaggio che non si è più fermato.  

Dante Bellusci al pianoforte è tante cose insieme: interprete, compositore, arrangiatore, produttore.

Poliedrico perché non ha mai avuto paura di cambiare pelle. 

Un giorno in studio a registrare un disco pop, il giorno dopo in teatro, la sera in jazz club. 

E sempre con la stessa cura.

 

Con DABELLSTUDIOS ha creato anche una casa per gli altri musicisti. 

Perché chi ama davvero la musica, ama farla crescere anche negli altri.

 

 


 

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J.S.BACH 

PRELUDIO 847

ARRANGIAMENTI CON ORCHESTRA DI CIRCA    

                                100     ELEMENTI

              CREAZIONE-SOLISTA e ARRANGIAMENTI 

                                                 DI 

                                    DANTE BELLUSCI

Trasporre il Preludio n. 2 in Do minore BWV 847 dal rigore quasi matematico e intimo del tasto bachiano a una compagine orchestrale di circa cento elementi è un’operazione d'alto bordo: il rischio di soffocare il contrappunto sotto una coltre di retorica romanticizzante è altissimo. 

Tuttavia, la lettura e l’arrangiamento firmati da 

DanteBellusci riescono nell'impresa opposta, trasformando un brano nato per uno strumento a tastiera in un titanico affresco sinfonico, senza intaccarne la chiarezza geometrica.

​Il Preludio 847 è, per natura, un propulsore di energia perpetua (perpetuum mobile): un flusso ostinato di semiminime e semicrome che non concede tregua. Bellusci parte da questa frenesia ritmica e la amplifica, trattando l'orchestra monumentale non come un semplice "sfondo di accompagnamento", ma come un organo gigante e pulsante.

​L'Arrangiamento: Un Gioco di Colori e Volumi Titanici

​L’arrangiamento di Bellusci risalta per la straordinaria gestione delle masse orchestrali. 

Se la versione originale basa il suo pathos sul virtuosismo delle due mani, Bellusci frammenta e riassembla il tessuto ritmico fra le varie sezioni:

​I Archi e il Pianoforte: Il pianoforte, suonato dallo stesso Bellusci con un tocco percussivo ma mai arido, mantiene il motore ritmico primario. Gli archi (un blocco di oltre 60 elementi) doppiano i pattern in un crescendo timbrico che sposta la percezione dal salotto barocco direttamente alla sala da concerto moderna.

​I Legni: Intelligente l'uso di flauti e oboi nelle sezioni centrali, che spezzano l'ostinato materico del Do minore per introdurre squarci di luce quasi impressionista, creando un nitido contrasto prima delle riprese.

​Ottoni e le Percussioni: È nella sezione conclusiva — l'iconico Presto e l'imponente Adagio finale — che l'arrangiamento rivela tutta la sua potenza.

I tromboni e la tubería profonda sorreggono il pedale di Basso con una gravità drammatica, mentre timpani e piatti segnano gli accenti nevralgici, trasformando il finale in un’esplosione dal sapore Mahleriano.

​L'Esecuzione al Pianoforte: 

Il Cuore del Motore Alla tastiera, Dante Bellusci dimostra una doppia personalità artistica: da un lato l'esecutore filologico consapevole del rigore ritmico bachiano, dall'altro l'arrangiatore moderno conscio di dover dominare una massa di cento musicisti.

​Il suo timbro al pianoforte è chiaro, scolpito con precisione chirurgica anche nei passaggi più veloci. 

Non cerca il rubato romantico; lascia che sia la pura scansione metrica a generare la tensione drammatica. 

Il dialogo con l'orchestra è impeccabile: il pianoforte non viene mai sommerso, grazie a una sapiente distribuzione delle frequenze nell'orchestrazione che lascia al solista lo spazio acustico per emergere nei registri medi e acuti.

​L'operazione condotta da Dante Bellusci sul Preludio 

BWV 847 è un riuscito ponte tra la perfezione strutturale del '700 e l'impatto emotivo del sinfonismo tardo-romantico e contemporaneo. L'ascoltatore viene travolto da una marea sonora che non perde mai la bussola della forma. Un'esecuzione potente, drammatica e viscerale, che dimostra come la musica di Bach sia un organismo vivo, in grado di espandersi all'infinito senza mai spezzarsi.

​Gestione maestosa dei crescendo orchestrali, chiarezza del tocco pianistico , un Vero e Proprio

Capolavoro.

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                 I GRANDI CLASSICI MEDLEY 

FOTO ANNO 1996

L'operazione condotta dal Pianista Dante Bellusci 

nell'album I grandi classici in questa versione per pianoforte e orchestra si inserisce in quella nobile tradizione di divulgazione musicale che cerca di abbattere i confini tra la modernità dell'esecuzione filologica e la fruibilità per il  grande pubblico. 

Il disco ripercorre alcune delle pagine più celebri del repertorio 

​Il vertice del disco:  ‘Il volo del calabrone’

 

​Tra i vari brani proposti, l'arrangiamento de ‘Il VOLO DEL CALABRONE’ 

dimezzato con un medley

di Nikolaj Rimskij-Korsakov rappresenta senza dubbio il momento culminante e più dinamico dell'intera raccolta.

 

​Virtuismo e Agilità: Bellusci raccoglie la sfida di un pezzo storicamente legato alla velocità pura e alla precisione digitale. 

La trascrizione per pianoforte e Orchestra in versione anni 80 non si limita a mimare la celebre linea cromatico-frenetica dell'originale, ma la arricchisce di arpeggi ad ampio raggio, raddoppi d'ottava e un uso sapiente delle dinamiche che mettono a dura prova la tecnica del solista.

​Architettura Orchestrale: L'orchestrazione di supporto non rimane sullo sfondo come semplice accompagnamento. 

 

Bellusci gioca sui contrasti timbrici: STILE ANNI 80

​Equilibrio e Struttura: Rispetto a trascrizioni puramente solistiche 

(come quelle storiche di Rachmaninov o Cziffra)

Lo stile che il Musicista ha dato a questo splendido Arrangiamento 

Stile anni 80 Svela le sue grandi doti come sempre.

 

                          BY GOOGLE MUSIC